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Amici, Virginio: "I consigli di Emma i più preziosi"
Intervista al vincitore dell'ultima edizione del popolare talent show Tv
E' lui il trionfatore di Amici 2011. Virginio Simonelli, 26 anni, dalla provincia di Latina, a 6 anni da una partecipazione a Sanremo nella categoria Giovani, torna alla ribalta, stavolta forte di un'esperienza e di una popolarità già solidi. E a riprova di ciò è il fatto che il suo primo disco - Finalmente - è già alto nella classifica di iTunes. Abbiamo fatto quattro chiacchiere con lui nella settimana più magica della sua vita...
Tu hai un talento riconosciuto e hai già avuto un'opportunità importante (il Sanremo di cui sopra). Eppure anche per te la grande occasione è arrivata con un talent show televisivo. E' ormai davvero una tappa obbligata? Quel che è certo è che è una prova dei tempi che cambiano. Io poi non sono nemmeno un grande appassionato di televisione. La diversità di Amici, però, sta nel fatto che non c'è finzione, perché non ci può essere. Perché se stai 6 mesi sotto le telecamere o sei te stesso o sei te stesso. Comunque i talent sono decisivi per gli artisti emergenti. Il mercato della musica è saturo. Il talent show fa un po' da spartiacque, da selezionatore. Anche se non è una tappa obbligata è una realtà da cui non si può prescindere.
Questo disco è nato dentro la scuola, ma per te - contrariamente ai tuoi compagni - non è il primo... Il disco contiene 5 brani su sette scritti da me in tutto in parte, di cui uno con Saverio Grandi che ha scritto anche per Vasco. Sono pezzi che ho scritto prima di entrare nella scuola. Poi c'è un brano scritto da Roberto Casalino e uno da Francesco Silvestre di Modà. Diciamo che è stato composto, assemblato nella scuola, ma non costruito a tavolino. E' davvero il mio mondo.
Che differenze rilevi col tuo disco precedente? C'è un po' di consapevolezza in più, maggiore maturità nei testi, che viene naturale, crescendo. C'è una proprietà di linguaggio, una scelta delle parole forse più... leggera, nell'accezione positiva del termine. Calvino diceva che la leggerezza è il contrario della superficialità.
C'è una canzone che ti rappresenta più delle altre? Avendole scritte io per la maggior parte, ogni canzone è un pezzo di storia mia. Forse Non ha importanza, però, segna un po' una tappa. E' il brano con cui mi sono presentato ad Amici. Ha un significato in più.
Quali sono i tuoi riferimenti musicali? Guarda, io ascolto davvero di tutto. Sicuramente, però, subisco una fascinazione particolare dalla musica inglese, che siano i Coldplay - cha adoro - i Radiohead, James Morrison. Ma mi piace anche Lady Gaga, Fibra...
Quale dei tanti duetti che hai fatto ad Amici ti ha emozionato di più? Quello con la Ferilli, ad esempio, mi ha divertito da morire. La Vanoni è un monumento della musica. Di Vecchioni ho adorato fin da subito il suo brano. Con Emma c'è un'affinità elettiva...
Qualcuno di loro ti ha dato qualche consiglio speciale? Su tutti Emma. Avendo fatto un percorso simile al mio i suoi consgli sono sempre stati azzeccati, perché dati con cognizione di causa e conoscenza del contesto in cui mi trovavo. Ma ognuno di loro, a suo modo mi ha lasciato qualcosa. La Ferilli il suo sorriso stupendo; Vecchioni la sua gentilezza...
Il tuo percorso nella musica è stato abbastanza accidentato. Hai mai avuto la tentazione di mollare? E Ad Amici? Dopo Sanremo e il primo disco ho comunque continuato a scrivere musica. Ho lavorato come autore. Mollare... no. Ho dovuto rielaborare un po' di cose, ricollocarmi un po' nell'ambito musicale. Ad Amici più che altro ho sentito la fatica anche del passato che mi portavo dietro. Contrariamente agli altri che dovevano solo costruire, io ho dovuto prima "distruggere" il passato. Ho avuto un percorso in salita.
Qual è stato il tuo compagno preferito nella scuola di Amici? Al di là della divisione in squadre, ho legato molto con Annalisa. In casetta, invece, con Giulia e Riccardo, ma in generale mi sono trovato abbastanza bene con tutti.
Ricordi il primo autografo che hai firmato? Sinceramente no. Dev'essere stato sicuramente a Sanremo. Io, comunque, non amo molto farli. E' un'idea mia che una scritta su un pezzo di carta non sia la mia musica. Ma mi rendo conto che è una menata mia...
Che rapporto hai con i fan? Bello! Quando incontro la gente, quando ci parlo, è il momento in cui mi sento me stesso, sento che comunico. E' il motivo per cui si fa questo lavoro.
Di Maria De Filippi che mi dici? Lei ha la rara capacità di capire al di là di quello che si vede. Di intuire il tuo vero potenziale.
Tornando a Virginio autore, due tuoi brani sono finiti nell'ultimo disco di Paola & Chiara. In futuro per chi altro ti piacerebbe comporre? Più che 'per', mi piacerebbe scrivere 'con'. Innanzitutto con Giuliano Sangiorgi dei Negramaro. O con Carmen Consoli. Ho un'adorazione per loro. Ma me lo tengo come un sogno nel cassetto.
Senti, cosa pensi di fare con i soldi vinti ad Amici? Non ci ho ancora pensato. Sicuramente un po' aiutare a casa, che non basta mai. E poi investirli nella musica, in un'attrezzura vera...